𝗟’𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗹𝗶𝗰𝗶𝘁à 𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗿𝗲𝘀𝗰𝗲

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Festival Nazionale dell’Economia Civile, Firenze: dalle radici mediterranee del mutualismo alle Casse Rurali, la voce della cooperazione.

Da secoli convivono due modi di intendere lo sviluppo. Da una parte il modello anglosassone, nato dall’etica protestante: il successo individuale come valore morale, il “business is business”. Dall’altra la tradizione mediterranea, nutrita dall’umanesimo cristiano, dove la ricchezza ha senso quando genera relazioni, sostiene la comunità e crea opportunità condivise.

È qui che affondano le radici del mutualismo, della cooperazione e della solidarietà organizzata. Da questa stessa visione, nell’Ottocento, Leone Wollemborg e i padri fondatori delle Casse Rurali, oggi BCC, hanno combattuto l’usura, mettendo il credito al servizio delle persone e dei territori. La prima Cassa Rurale italiana nacque proprio in Veneto, a Loreggia.

Al Festival Nazionale dell’Economia Civile di Firenze ne abbiamo parlato con i protagonisti della cooperazione: un’economia che mette la persona al centro, valorizza l’identità dei territori e le reti tra le persone, e punta a uno sviluppo di qualità e inclusivo.
Perché, come ricorda il festival, non dobbiamo guardare solo gli alberi che cadono, ma ascoltare il rumore della foresta che cresce.

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