Reportage da Venezia: Storie Venete di frontiera

0 4099

Due giorni intensi e ricchi di spunti quelli proposti a Venezia, nell’isola di San Giorgio Maggiore, dalla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo: una riflessione e un dibattito che hanno riunito personalità di spicco e rappresentanze nazionali del Credito Cooperativo su aspetti economici, finanziari e sociali del Veneto, tra dati e tendenze per capire come nel territorio veneto sia stato possibile costruire negli ultimi 60 anni un vero senso di comunità.

Quella veneta, dai tempi gloriosi della Serenissima, è storicamente e culturalmente una frontiera aperta e dinamica, attenta a trarre vantaggio dalle differenze, operosa, coraggiosa, a tratti indomita.

Augusto Dell’Erba, Presidente di Federcasse, Giuseppe Maino, Presidente di Iccrea Banca s.p.a. lo hanno ricordato, così come Sergio Gatti (Direttore generale di Federcasse) che si è soffermato sul valore e sui dati dell’impegno delle BCC nei territori e a favore delle comunità.

Tutti hanno ribadito la necessità di fare sistema e di lavorare per il Bene comune dei territori per lo sviluppo del senso di comunità. E lo ha confermato Roberto Ciambetti, Presidente del Consiglio Regionale del Veneto, come rappresentante delle istituzioni, apprezzando il lavoro delle BCC e il loro straordinario valore economico, sociale, di presidio.

Da qui partono le storie di frontiera, quelle che dal Veneto portano linfa e speranza al futuro. Storie di percorsi familiari, di sensibilità maturate, di esperienze forti, di percezione cosmopolita, di visione. Partendo dalla cosiddetta bottega del futuro. Con questo esordio lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Biennale di Venezia, ha parlato dei giovani e di come spingere le nuove generazioni a costruire un domani fatto di esperienza, di bellezza, di civiltà. Con proposte concrete per fare in modo che i giovani si formino e crescano culturalmente nelle nostre città, accoglienti e per tutti, affinché portino idee e dinamismo e lavorino per i loro territori.

Matteo Marzotto, imprenditore e civil servant intervistato da Roberto Iotti, Vicedirettore de Il Sole 24 ore ha portato la sua straordinaria esperienza fatta di cultura familiare, di storia, di sensibilità, di attenzione alle persone. Dal suo personale osservatorio, ha parlato di come si possa costruire l’impresa del futuro con i mattoni della responsabilità sociale, dell’etica, dell’umanità.

Lo spirito d’impresa veneto è figlio ed erede della Serenissima.

Il giornalista Paolo Possamai ha messo in luce come l’imprenditore veneto di oggi nel suo dna si porti i geni del mercante veneziano, amministratore di una villa nata con la funzione di centro di produttività e di filiera, di un fulcro propulsivo e opportunità per mettere insieme risorse e mezzi al servizio della collettività e della laboriosità: da Andrea Palladio a Elon Musk.

Emozionante la testimonianza di Luciana Traetta, Direttrice del penitenziario di Vicenza, intervistata da Federica Morello. Come affrontare il male oscuro: scontare la pena tra opportunità di rieducazione ed esigenze di sicurezza non è stato solo un viaggio in un carcere come luogo di sofferenza, ma anche una visione di riscatto, di dignità.

Il cambiamento del paradigma sociale ed economico del Veneto: è questo il ritratto della nostra regione nell’indagine presentata da Renato Mason (Cgia Mestre) e Chiara Tronchin (Fondazione Leone Moressa) e commentata dal sociologo Aldo Bonomi con l’introduzione di Piero Collauto, Direttore della Federazione Veneta BCC.

Le trasformazioni in atto – è la tesi – influenzeranno inevitabilmente anche i bisogni delle persone, delle famiglie e delle stesse comunità. Anche il Veneto è alle prese con l`inverno demografico: solo il 30% dei comuni – in prevalenza si tratta di quelli di medie dimensioni, con una popolazione fra i 15 e i 25 mila abitanti – ha registrato un aumento demografico: aumenta la speranza di vita, ma questo significa anche un numero maggiore di anziani e una riduzione della popolazione attiva. Parallelamente, la regione da territorio di emigrazione è diventato terra di immigrazione: con una popolazione straniera residente che supera le 500 mila unità è la quarta regione italiana per presenza.

Cambia anche la struttura della comunità.

Ma in questo scenario, quale ruolo possono svolgere le Banche di Credito Cooperativo?

Ci sono storie di frontiera anche tra le BCC e sono tante, centinaia. Nella giornata conclusiva dell’evento che ricorda il 60esimo anniversario di costituzione della Federazione Veneta delle Banche di credito cooperativo i protagonisti di questo racconto sono stati i Presidenti delle BCC Venete associate alla Federazione Veneta, che hanno proposto tra le centinaia di iniziative sostenute una e una sola storia, che potesse rappresentare l’impegno della Banca nel territorio e per la comunità.

Con due proposte di lavoro finali, spiegate da Flavio Piva e Alessandro Azzi, Presidente della Fondazione Tertio Millennio. Una che riguarda gli Enti locali, i Comuni e le comunità appunto e una che riguarda i giovani.

Al centro del dibattito i sentieri del fare e il vero senso di comunità, dove la frontiera non è limite, ma punto di incontro e luogo di confronto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *