“Io sono la vite, voi i tralci”: Don Marco Pozza racconta il legame tra vino e Sacre Scritture
Nello spazio espositivo della Federazione Veneta BCC, il format “Sorsi di Cultura Cooperativa” ha ospitato un dialogo profondo tra Don Marco Pozza, cappellano del carcere di Padova e la giornalista Federica Morello. Al centro dell’incontro, il legame simbolico tra la cura della vigna e la cura delle storie umane più fragili.
Don Marco ha esplorato il significato del vino nelle Scritture, descrivendolo come metafora della libertà e del lavoro dell’uomo. Dalla vigna piantata da Noè dopo il diluvio fino all’immagine evangelica della vite e dei tralci, il vino emerge come un “artigianato delle relazioni” che unisce mondi apparentemente distanti come il carcere, la banca cooperativa e l’agricoltura.
“C’è l’artigianato di chi tesse relazioni e di chi cerca di rimettere in piedi storie deragliate”, ha affermato Don Marco, sottolineando come la passione di lasciare il mondo migliore di come lo si è trovato sia il filo rosso che lega chi coltiva la terra a chi coltiva la speranza. Un invito a scoprire, dietro ogni calice e ogni storia di riscatto, la fatica e la bellezza di un impegno condiviso.
