Nei sorsi del tempo: il Prof. Matteo Marangon (Univ. Padova) racconta la storia millenaria del vino

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Il Professor Matteo Marangon, Professore associato dell’Università di Padova e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale “Italian food and wine”, intervistato da Federica Morello a Sorsi di Cultura Cooperativa della Federazione Veneta BCC al Vinitaly 2026.

Cosa spinge l’uomo, da oltre seimila anni, a coltivare la vite? A questa e molte altre domande ha risposto il Professor Matteo Marangon, Professore associato dell’Università di Padova e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale Internazionale “Italian food and wine”, durante l’intervista curata da Federica Morello nello spazio della Federazione Veneta BCC.

Sotto il titolo “Nei sorsi del tempo: viaggio nella storia del vino”, l’incontro ha ripercorso le tappe fondamentali di un prodotto che è, prima di tutto, un simbolo di civiltà.

Il viaggio ha avuto inizio 6.000 anni fa tra l’Armenia e la Georgia, dove le prime testimonianze archeologiche rivelano già una produzione organizzata in cantine sotterranee. Il Professor Marangon ha spiegato come, per gli antichi, il consumo di vino fosse il vero spartiacque tra civiltà e barbarie.

Un ruolo cruciale è stato svolto dai monaci durante il Medioevo: sono stati loro a preservare le varietà d’uva e le tecniche di vinificazione, utilizzando il vino anche come “sanificatore” naturale per rendere l’acqua sicura da bere grazie alla presenza di alcol e acidi.

Uno dei passaggi più affascinanti dell’intervista ha riguardato la grande crisi della Filossera alla fine dell’Ottocento. Il docente ha descritto come l’intuizione di unire la forza delle radici della vite americana alla qualità dei frutti della vite europea – attraverso la pratica dell’innesto – sia stato un esempio ante-litteram di “cooperazione” fondamentale per la sopravvivenza dell’enologia mondiale.

Dal consumo di “sostentamento” degli anni ’60, quando un italiano medio beveva fino a 150 litri l’anno, si è passati oggi a circa 35 litri, spostando il focus dalla quantità alla qualità estrema e all’edonismo.

Guardando al futuro, il Professor Marangon vede una sfida stimolante: rispondere alle nuove generazioni, più attente all’aspetto salutistico, con tecnologie capaci di produrre vini a basso contenuto alcolico senza sacrificarne l’anima.

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